SIMEST – IL DECRETO “SOSTEGNI BIS” INTERVIENE SUL FONDO PERDUTO

Il decreto Sostegni bis (Decreto Legge 25 maggio 2021, n.73), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio, ridimensiona quelli che sono gli incentivi per l’internazionalizzazione proposti da Simest per i quali è prevista la riapertura degli sportelli il prossimo 3 giugno.

In particolare, l’articolo 11 della bozza circolata alla fine della scorsa settimana e approvata giovedì dal C.d.M., oltre ad incrementare i fondi per le misure (+1,2 miliardi di euro per l’anno 2021 per il fondo rotativo 394/81 e +400 milioni, sempre per il 2021, per il c.d. fondo di promozione integrata ex d.l. 18/2020, ovvero per la componente a fondo perduto), inserisce delle importanti limitazioni per la parte a fondo perduto delle agevolazioni Simest.

In particolare, al comma 2 del citato articolo 11 si legge testualmente: “sono escluse dai cofinanziamenti a fondo perduto di cui al presente comma le richieste di sostegno alle operazioni di patrimonializzazione presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge”. Un comma quindi tranciante verso uno degli incentivi più “accattivanti” degli ultimi anni che ma che rimane un’ottima agevolazione anche privata della componente a fondo perduto.

Infatti, stiamo comunque parlando di un finanziamento a tasso “quasi” zero a 72 mesi, di cui due di preammortamento e, almeno inizialmente, senza garanzie. Se si valuta che il finanziamento non è legato ad investimenti specifici, risulta comunque molto interessante e rappresenta un’ottima opportunità per le imprese.

Il comma 3 dello stesso articolo interviene anche sulle altre misure Simest, abbassando l’aliquota di contributo a fondo perduto che, pur rimanendo, passa da un potenziale 50% (anche se in realtà sono state deliberate quasi tutte le operazioni al 40%) ad un 10%, “quale incentivo da riconoscere a fronte di iniziative caratterizzate da specifiche finalità o in settori o aree geografiche ritenuti prioritari”. Quindi, dal tenore letterale dell’articolo, sembrerebbe un fondo perduto “non per tutti” ma solo per alcune tipologie di progetto.

Questo elemento non è di poco conto: questi “criteri selettivi” devono essere esplicitati e questo comporterà la revisione delle circolari attuative con un potenziale ritardo sulla riapertura degli sportelli del 3 giugno (anche se, per ora, non si hanno riscontri su questo punto da parte dell’ente).

A parziale integrazione di quanto sopra, interviene l’ultimo capoverso che riporta “fino al 31 dicembre 2021 i cofinanziamenti a fondo perduto sono concessi fino al limite del quindici per cento dei finanziamenti concessi ai sensi dell’articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981 n.251, convertito, con modificazioni dalla legge 29 luglio 1981 n.394, tenuto conto delle risorse disponibili e dell’ammontare complessivo delle domande di finanziamento presentate nei termini e secondo le condizioni stabilite con una o più delibere del comitato agevolazioni”.

Quindi, almeno fino a fine anno, il contributo a fondo perduto sulle misure extra-patrimonializzazione è riconosciuto potenzialmente al 25% (10+15%), anche se dobbiamo attendere le disposizioni di Simest per avere maggiori dettagli su chi e come è possibile ottenerlo.

Seguiranno aggiornamenti non appena resi disponibili dall’ente.